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«Il modello verrà ingannato»: cosa insegna l'OWASP GenAI LLM Top 10 2026

·7 min lettura·di Davide Carboni
Un nucleo AI protetto da anelli difensivi concentrici costruiti attorno ad esso, con un attacco deflesso dall'anello esterno e professionisti che ispezionano le difese

Il 4 agosto l'OWASP GenAI Security Project ha pubblicato la Top 10 2026 per le applicazioni LLM. La novità non è l'ordine delle voci: è il metodo. Per la prima volta il giudizio degli esperti è stato messo alla prova contro migliaia di incidenti reali — e nei punti in cui i due non coincidono si nasconde la lezione più utile per chi queste applicazioni le usa in azienda.

Un voto testato contro l'evidenza

Tutte le edizioni precedenti erano costruite sul consenso: centinaia di practitioner votano ciò che considerano più pericoloso. Quest'anno il progetto ha raccolto un corpus di 7.714 incidenti reali da database pubblici di vulnerabilità e da un database di AI-harm, ne ha classificati 6.639 con dettaglio sufficiente, e ha posto una domanda diretta: ciò che i practitioner temono coincide con ciò che il registro degli incidenti mostra? La risposta — dichiarata con una franchezza rara nei documenti di settore — è stata: non sempre. Nel punteggio finale il voto della community pesa il 75% e i dati il 25%: abbastanza per spostare una voce quando il divario fra percezione ed evidenza è ampio, non abbastanza perché un solo anno di dati rumorosi riscriva la lista.

La lista 2026

#Rischiovs 2025
LLM01Prompt Injection=
LLM02Sensitive Information Disclosure=
LLM03Excessive Agency 6º → 3º
LLM04Supply Chain 3º → 4º
LLM05Data and Model Poisoning 4º → 5º
LLM06Unbounded Consumption 10º → 6º
LLM07Misinformation 9º → 7º
LLM08Hidden Context Exposure 7º → 8º (ex System Prompt Leakage)
LLM09Vector and Embedding Weaknesses 8º → 9º
LLM10Improper Output Handling 5º → 10º

Le teste di serie non si muovono: Prompt Injection e Sensitive Information Disclosure restano ai primi due posti. Sotto, l'ordine è cambiato più che in ogni edizione precedente — e ogni movimento racconta qualcosa.

Il paradosso del prompt injection

Il dato più istruttivo del documento è un'ammissione: se la classifica fosse costruita sui soli incidenti registrati, il prompt injection uscirebbe del tutto dalla Top 10. Eppure resta primo. La spiegazione di OWASP è quello che chiama effetto difesa: i team lo combattono duramente, quindi pochi exploit puliti arrivano ai database pubblici — ma la superficie d'attacco resta ovunque un modello legga input non fidato, cioè ovunque. È una lezione di risk management che vale ben oltre l'AI: l'assenza di incidenti registrati non è assenza di rischio; i dati storici sottostimano sistematicamente i rischi che state già pagando per contenere.

Da qui la frase che è il cuore della prefazione, e che merita di essere citata per intero: "Stop trying to build a model that cannot be fooled. Build the system around it, so that when the model is fooled, and it will be, nothing important breaks" — smettete di cercare un modello che non possa essere ingannato; costruite il sistema attorno ad esso, così che quando il modello verrà ingannato — e verrà ingannato — non si rompa nulla di importante.

Il gap più pericoloso: Misinformation

Il disaccordo più interessante corre nella direzione opposta. I practitioner votano la Misinformation in fondo alla lista; il registro degli incidenti la piazza vicino alla cima. È, nelle parole del documento, il divario più ampio nella direzione che fa male davvero: quella in cui la percezione è bassa e l'evidenza è alta. Il meccanismo è banale e per questo sottovalutato: quando l'output fluente e sicuro di sé di un modello guida una decisione o una chiamata a un tool, una risposta sbagliata diventa un'azione sbagliata. Non serve un attaccante: basta un'allucinazione in un processo senza verifica. Per le organizzazioni che usano LLM nel lavoro d'ufficio — bozze, sintesi, risposte ai clienti, pre-istruttorie — questo è il rischio più vicino ai processi reali, ed è esattamente quello che i tecnici tendono a considerare "non un problema di sicurezza".

Excessive Agency sul podio: dove voto e dati concordano

La scalata di Excessive Agency dal sesto al terzo posto è il movimento più consequenziale, perché lì voto ed evidenza puntano nella stessa direzione: gli incidenti di produzione si concentrano sui sistemi in cui l'output del modello esegue autonomamente comandi, invoca API, gestisce transazioni. Il documento traccia anche un confine esplicito: questa lista copre il modello come componente dentro un'applicazione; nel momento in cui il modello diventa un attore — con tool da chiamare, memoria che porta tra le sessioni, conseguenze che innesca a valle — il rischio passa alla OWASP Agentic Top 10, e "neither one covers that ground alone". È il territorio di cui abbiamo scritto a proposito di lethal trifecta e di autorizzazione sul dato: chi mette in produzione agenti oggi deve leggere entrambe le liste.

Da segnalare anche gli accorpamenti: invece di creare categorie nuove e sottili, il 2026 allarga quelle esistenti. Il prompt injection ora copre gli attacchi cross-modali(istruzioni nascoste in immagini o audio), la Supply Chain include gli artefatti-modello che non sono ciò che dichiarano, il Poisoning assorbe la subversion via fine-tuning, e l'Output Handling copre il codice insicuro generato su scala dagli assistenti.

Come usarla in azienda

L'Appendix A mappa ogni voce su nove framework esterni — le due liste sorelle OWASP (Agentic e GenAI Data Security), MITRE ATLAS e ATT&CK, CWE, il profilo GenAI NIST AI 600-1, il NIST AI RMF, la AI Controls Matrix della CSA e AIVSS — con versioni machine-readable incluse. Una precisazione doverosa, visto che circola l'equivoco: ISO/IEC 42001 non è tra i mapping ufficiali. Il collegamento però si fa, ed è nostro mestiere farlo: la Top 10 è un catalogo di minacce pronto da usare come input del risk assessment di un sistema di gestione AI. In concreto, tre usi immediati anche per una PMI:

  • Due diligence sui fornitori — se comprate software con un LLM dentro, le dieci voci sono le domande da fare al fornitore: come gestite il prompt injection? Cosa può fare il modello da solo (Excessive Agency)? Cosa succede ai nostri dati (Sensitive Information Disclosure)?
  • Input al risk assessment — per chi costruisce un AIMS ISO/IEC 42001 o si prepara agli obblighi dell'AI Act, la lista è un catalogo di minacce autorevole e aggiornato da cui derivare scenari di rischio, con i mapping NIST/MITRE già pronti per chi ha framework esistenti.
  • Linguaggio comune — i codici LLM01–LLM10 danno a management, sviluppatori e fornitori di sicurezza un vocabolario condiviso, come l'OWASP Top 10 web fa da vent'anni.

La domanda giusta

La vera novità del 2026 non è la classifica: è il metodo, e la trasparenza sul disaccordo fra percezione ed evidenza. La postura che ne discende vale per qualsiasi organizzazione che usi LLM: la domanda non è "il modello è sicuro?" — a quella la risposta è già scritta, ed è no. La domanda è: cosa succede da voi il giorno in cui il modello verrà ingannato?Se la risposta è "niente di importante si rompe", avete fatto governance. Tutto il resto è speranza.

Fonti

Cosa succede da voi quando il modello verrà ingannato?

Tomato applica l'OWASP GenAI LLM Top 10 alle vostre applicazioni: threat modeling, verifica dei fornitori con LLM integrati, e integrazione dei rischi AI nel risk assessment ISO/IEC 42001 e AI Act.

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