DORA e trasmissione del Registro delle Informazioni: cosa devono fare gli enti vigilati

La Banca d'Italia ha pubblicato una comunicazione per indicare i tempi per la trasmissione annuale a regime dei registri delle informazioni ai sensi del Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA) entrato in vigore il 16 gennaio 2023 ed è applicabile dal 17 gennaio 2025.
Tale regolamento, ricordiamolo, introduce un quadro uniforme europeo sulla resilienza operativa digitale per il settore finanziario, imponendo obblighi organizzativi, contrattuali e di reporting.
Obblighi di trasmissione previsti da DORA
Tra gli adempimenti centrali vi è la tenuta e trasmissione del Registro delle Informazioni relativo agli accordi contrattuali sui servizi ICT forniti da terzi.
Ai sensi dell'art. 28 DORA, le entità finanziarie devono:
- mantenere un registro aggiornato di tutti i contratti ICT;
- includere informazioni su fornitori e subfornitori;
- classificare i servizi in base alla criticità;
- mettere il registro a disposizione dell'autorità competente.
A regime, la trasmissione è annuale, con data di riferimento al 31 dicembre e invio entro il 15 marzo dell'anno successivo. In Italia, secondo le indicazioni della Banca d'Italia, la trasmissione decorre stabilmente dal 2026.
Cosa deve essere trasmesso e a chi
Deve essere trasmesso il Registro delle Informazioni completo, strutturato secondo gli Implementing Technical Standards (ITS) emanati dalle Autorità Europee di Vigilanza.
Il registro contiene, tra l'altro:
- elenco completo dei fornitori ICT;
- dettaglio dei servizi erogati;
- identificazione dei contratti;
- indicazione di eventuale sub-outsourcing;
- valutazione di criticità dei servizi;
- localizzazione dei dati e funzioni aziendali supportate.
In Italia l'invio avviene verso la Banca d'Italia, quale autorità competente per i soggetti vigilati di propria competenza.
Trasmissione tramite INFOSTAT
L'invio deve avvenire tramite INFOSTAT, la piattaforma di segnalazione regolamentare della Banca d'Italia.
INFOSTAT:
- consente l'upload dei file strutturati;
- applica controlli automatici di coerenza e validazione;
- può richiedere reinvii in caso di errori formali o sostanziali.
Non è ammesso l'invio in formato libero o descrittivo: il file deve rispettare il tracciato tecnico previsto dagli ITS.
Chi ha accesso a INFOSTAT
L'accesso è riservato a:
- soggetti vigilati dalla Banca d'Italia;
- soggetti terzi formalmente delegati dall'intermediario (es. outsourcer o consulenti).
L'intermediario deve nominare referenti e gestire le abilitazioni. La responsabilità del contenuto trasmesso resta sempre in capo all'ente vigilato.
I fornitori ICT devono trasmettere il registro?
No. L'obbligo di trasmissione grava esclusivamente sulle entità finanziarie vigilate, non sui fornitori ICT.
Tuttavia, i fornitori devono:
- mettere a disposizione informazioni complete e aggiornate;
- accettare clausole contrattuali DORA-compliant;
- consentire audit e verifiche.
Nel caso di designazione come fornitori critici (CTPP), possono essere soggetti a un regime europeo di supervisione diretta.
Specifiche tecniche dei file e dove trovarle
Il file deve rispettare:
- template ufficiale previsto dagli ITS;
- data model armonizzato UE;
- data dictionary e validation rules.
Le specifiche tecniche sono disponibili sui siti di:
- European Banking Authority
- European Securities and Markets Authority
- European Insurance and Occupational Pensions Authority
Occorre fare riferimento alla versione definitiva degli ITS pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e alle istruzioni operative nazionali.
Come possono assistere i consulenti
La complessità del registro non è solo tecnica ma organizzativa. Occorre:
- mappare in modo completo i contratti ICT;
- integrare funzioni ICT, risk e compliance;
- costruire un data set coerente con il modello europeo;
- progettare un processo continuo di aggiornamento.
Un approccio integrato tra competenze legali e architettura dei sistemi informativi riduce il rischio di errori strutturali e di lavorazioni a ridosso della scadenza.
In questo contesto, realtà come Tomato Blue Consulting operano con un modello compliance-by-design (vedi il nostro core service DORA), combinando revisione contrattuale, governance del rischio ICT e implementazione tecnica del registro secondo gli standard DORA, con logica "audit-ready" permanente.
DORA non è un adempimento episodico: è un sistema di governo dei fornitori ICT basato su dati strutturati, verificabili e trasmissibili. Prepararlo correttamente significa trasformare un obbligo regolamentare in un elemento di controllo strategico.
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